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F1 Clienti

Se fossero previsti dei veri Gran Premi, i piloti delle Ferrari F1 "Clienti" dovrebbero affrontare le pre-qualifiche, tanto è elevato il numero degli appassionati che ha realizzato un sogno: acquistare e guidare, liberi da ogni problema organizzativo, una delle monoposto dismesse dal Reparto Corse del Cavallino. Per questi piloti speciali vengono organizzati eventi non competitivi che rientrano nell'ambito delle altre manifestazioni gestite ogni anno da Maranello: Ferrari Racing Days e FinalI MondialI. Dunque sempre su circuiti celebri e dotati di tutte le moderne norme di sicurezza. Una garanzia, quest'ultima, che si abbina alle moderne protezioni previste dagli attuali inflessibili regolamenti tecnici per le F1.

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Non solo, i proprietari delle vetture, molti dei quali hanno optato per una ex-Schumacher (anche se questo vale per tutte le vetture che sono state cedute), si ritrovano nella stessa situazione di Michael in quanto a gestione della loro monoposto.

Devono solo presentarsi sul circuito; alla cura dell'auto e al trasporto, abbigliamento da guida compreso, provvede il "Reparto F1 Clienti", creato nel 2003 all'interno di "Ferrari Corse Clienti" e che ha sede accanto alla pista di Fiorano. Un reparto che si occupa delle monoposto durante gli eventi ma che ha come attività primaria l'assistenza e il restauro delle monoposto Ferrari dal 1970 ad oggi. O, per meglio dire, all'altro ieri, perché ogni vettura viene ceduta solo dopo un embargo di due anni a partire dall'ultima stagione ufficiale alla quale ha preso parte. Grazie all'archivio meccanizzato che può fornire i disegni di tutti i particolari delle monoposto, il reparto è in grado di mettere le mani su qualsiasi vettura, recente o di un passato più lontano. E per queste ultime vengono "richiamati in servizio" gli stessi tecnici che un tempo seguivano magari Lauda, Alboreto o Prost. La lunga sequenza di campionati vinti dalla Ferrari a partire dal 1999, ha naturalmente stimolato i clienti piloti, spinti anche dalla maggiore semplicità di guida delle vetture successive a quel periodo - 2001 e 2002 soprattutto -, perché il regolamento permetteva il controllo elettronico della trazione e il sistema antistallo per il motore.

Inoltre la configurazione aerodinamica era meno sofisticata, altro aspetto che permette di prendere più facilmente confidenza con vetture che, nonostante un intervento sull'elettronica per limitare a quota 17.000 i giri del motore e il cambio con i rapporti fissi per evitare sostituzioni che non porterebbero vantaggi reali, raggiungono comunque i 330 km/h sul rettilineo di Monza. Tra i piloti gentleman non sono pochi quelli che non hanno mai corso con vetture normali ma decidono comunque di assaporare il brivido della Formula 1. Un approccio graduale, facilitato dal lavoro di personalizzazione pre-consegna, che comprende lo studio dell'abitacolo secondo il fisico e la definizione di un assetto di base. Poi il debutto sulla pista di Fiorano, fino a quella confidenza che regalerà soddisfazioni impagabili.

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